Centro agricolo posto a 250 metri sul livello del mare e si estende su di un territorio di 39,17
kmq.
Due sono le tradizioni popolari che tentano di spiegare l'origine del nome di Cervaro: una di queste fa derivare il nome della città dal fatto che gli abitanti del posto si sarebbero recati a celebrare sul colle Pesculum i riti sacri alle loro divinità su di un altare (ara) in una zona molto aspra, (acerba) e da qui acerba-ara sarebbe diventato l’attuale Cervaro; l’altra leggenda, che avvolge Cervaro in un
alone di mistero vuole che sia fondata da Enea, eroe leggendario che era fuggito da Troia distrutta. Devoto al volere divino approdò nel Lazio dove fonderà Lavinio in onore della mogli Lavinia e da questa stirpe nasceranno Romolo e Remo.
Cervaro gode la sua identità socio-culturale che si è dignitosamente ed onorevolmente conquistata attraverso secoli di storia.
Un'altra lo ricollega alla dizione "Acerba ara", che indicava il sepolcro del giovane patrizio romano Tertullo, difensore della città, ucciso dai Goti nel Vl secolo.
Quando, nell'alto medioevo, l'abate di Montecassino Petronace fece costruire un castello a difesa del paese, lo chiamò "Castrum Cerbari".
Distrutta durante la battaglia di Cassino del 1943-44, la città è stata ricostruita con moderni criteri urbanistici.
Da qui si diparte un percorso alternativo per raggiungere il Parco Nazionale d'Abruzzo, tramite la provinciale Cervaro-Viticuso.
E proprio sulla provinciale, all'imbocco di una gola ai piedi del monte Aquilone, sorge il santuario della Madonna de' Piternis.
La chiesa fu consacrata nel 1408 attorno ad una piccola nicchia anteriore all'anno 1000, che sorgeva sul luogo dell'apparizione della Vergine ad una pastorella di Cervaro: un evento, forse il primo del genere in Italia, documentato negli archivi di Montecassino.
La dizione "In piternis" è l'abbreviazione dialettale di "in sempiternis grati".
Quando venne donato all’Abbazia di Montacassino l’abate fece costruire un castello a difesa
del paese che venne però distrutto da un terremoto nel 1231.
C’è da
visitare:
Palazzo sito in via Trocchio
Palazzo in piazza Casaburi
Palazzo in via Fontana Vecchia
Palazzo in Corso della Repubblica
Fontana delle quattro stagioni
Fontana Fadoni
Fontana della Forma
Parco zoo D’aliesioChiesa del Santuario della Madonna de Piternis
Chiesa di S. Maria Maggiore
Chiesa di S. Paolo
Chiesa dell’AnnunziataChiesa di S. Lucia
Chiesa di S. Maria del Trocchio