XV COMUNITA'  MONTANA
DEL LAZIO 
"VALLE  DEL  LIRI"

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PIEDIMONTE SAN GERMANO
 
altitud. m. slm ...   107
superf. Kmq ... 17,36
superf. montana kmq ... 5,00
popol. residente ... 5.019
popol. montana ... 1.425

Centro situato a 45 km a Sud-Est del capoluogo, a 107 metri sul livello del mare e con un’estensione di 17,36 kmq. 

Pesmons fu il nome di Piedimonte quando era una città romana, Oppidum Pesmons, oppure Oppidum Pedemontis, per tutto il medio evo.

Pesmon deriva da pes e mons, che significa “piede” e “monte”, cioè città ai piedi del monte nel caso in questione del Monte Cairo. 

Come Cassino, peraltro, Piedimonte San Germano ha avuto la forza e la grandezza di rinascere passando da una civiltà all’altra, anche quando si è trattato di rinascere dalle proprie rovine.

Il primo importante passaggio avvenne dalla civiltà latina a quella cristiana, il secondo passaggio ci fu con la seconda guerra mondiale, con la ricostruzione che ha comportato il passaggio definitivo e finale dalla cultura agricola e artigianale, alla cultura industriale e post industriale.

Appartenuta all'Abbazia di Montecassino, nel 1140 fu occupata per un periodo dagli uomini di Ruggero II di Sicilia, tornando però ben presto tra i domini del Monastero. 

Durante il Secondo Conflitto Mondiale, la città fu rasa completamente al suolo e pertanto sono ormai scomparse quasi del tutto le testimonianze del passato. 

Tuttavia, numerosi reperti archeologici, prevalentemente epigrafici, sono stati rinvenuti sul suo territorio.

Si ricorda il castello di Piedimonte che oggi esiste solo nella memoria storica. Più volte distrutto è stato spazzato via dal suolo, dai bombardamenti del 1943/44. Oggi non rimangono che poco più dello stipite di una porta ad ogiva e qualche brandello di muro.

Tra i luoghi di culto, ricordiamo: la parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo (XV sec.), la chiesa di San Nicola, con un ampio piazzale antistante la facciata d'ingresso e la chiesa di Sant'Amasio, il santo che nel 337, per predicare il vangelo di Cristo, fece sosta nel centro, ove operò alcuni miracoli, onde gli abitanti, dopo la sua santificazione lo proclamarono loro patrono con festa il 23 gennaio. 

Tra le tradizioni religiose locali ricordiamo il pellegrinaggio a piedi fino al santuario della Madonna di Canneto a Settefrati, una delle manifestazioni religiose sicuramente più suggestive della Ciociaria.

C’e’ da vedere:
Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta a monte
Chiesa di S. Nicola
I resti del castello medievale
Chiesa di S. Maria Assunta a valle
Chiesa di S. Nicola
Chiesetta di S. Amasio
Reperti archeologici di ville romane

 

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