XV COMUNITA'  MONTANA
DEL LAZIO 
"VALLE  DEL  LIRI"

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SANT'ELIA FIUMERAPIDO
 
altitud. m. slm ...   150 
superf. Kmq ... 40,84
superf. montana kmq ... 34,29
popol. residente ... 6.422
popol. montana ... 3.616

Il nome di S.Elia è menzionato per la prima volta nel Chronicon Casinense all'epoca delle devastazioni saraceniche (867). 

Questa località in epoca romana era compresa nel territorio di Casinum, come lo documentano le superstiti iscrizioni e La storia di S. Elia si lega strettamente a quella di Montecassino; infatti al Monastero si deve il primo sorgere della vita associata. 

Centro bizantino del X secolo, divenne successivamente possedimento dell' Abbazia di Montecassino. Sono stati i monaci benedettini ad imporre la denominazione di S. Elia che assieme alla presenza del fiume Rapido, che attraversa il centro cittadino, ha dato origine al nome attuale.

La sua economia si basa, oltre che all' agricoltura, anche sull' industria, nel settore del legno e della carta, notevole fonte di reddito per la zona.

Di particolare interesse naturalistico è la zona dei Monti Bianchi, una delle aree più selvagge del territorio nazionale.

Il suo territorio si estende per 40,84 kmq. L'attività agricola in S. Elia occupa il 10% della popolazione attiva, con 1012 unità che fanno dell'agricoltura santeliana un punto di forza dell'economia locale. Grazie alla sua posizione riparata da vari sistemi montuosi e dalla vicinanza con il fiume Rapido, le cui acque, con impianti sopraelevati, permettono una buona irrigazione rendendo il terreno fertile, l'agrosanteliano può vantare la produzione di primizie e verdure sufficienti al fabbisogno locale e ai mercati della Valle del Liri e della Val Comino: fave, piselli, peperoni, pomodori, cavoli broccoli dal sapore acre, introvabili altrove, cetrioli, fagioli rampicanti, semenzai e peperoncini.

Dovuto alla costituzione e alla felice esposizione dei terreni, è presente anche una buona produzione di uva da vino: sirah, cabernet, "ciccastrieglio", vino tipico di Vallerotonda, viti queste che vengono coltivate sulle colline; nei terreni a fondovalle, che risentono degli influssi dell'umidità del fiume, si preferisce la coltivazione della mutolana, della fragola e della piginera, caratteristica vite di S. Elia, perché risulta ben acclimata ai terreni irrigui.

Sui monti che circondano la conca, e in qualche terreno della pianura, crescono gli olivi, che costituiscono una delle principali risorse dell'agricoltura santeliana.

Manifestazioni: 
festa della Madonna delle Indulgenze (15 giorni dopo Pasqua)
festa Patronale (21 luglio)
estate Santeliana (agosto)

Specialità gastronomiche:
i "canascioni"

Beni storico-culturali:
chiesetta di Ognissanti (dichiarata monumento nazionale)
Chiesa di S.ta Maria Maggiore
Santuario di Casalucense
ponte ed acquedotto romano
zona dei Monti Bianchi
centro storico
Chiesa di S. Biagio
Chiesa di S. Maria la Nova
Chiesa di S. Cataldo
Chiesa di S. Sebastiano
Chiesa di S. Maria Palombara 
Chiesa della Madonna degli Angeli
Chiesa di S. Maria dell’Olivella o Madonna delle Grazie
monumento a Vincenzo Pomella

 

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